PECHINO, PARIGI E LE GIULIA.

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Erano partite il 12 giugno scorso da Beijing, la capitale cinese. Avevano attraversato 11 paesi, lungo un itinerario impervio e affascinante: Cina, Mongolia, Russia, Bielorussia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Italia, Svizzera e Francia. Dal deserto di Gobi alla tundra siberiana, fino ai passi alpini innevati sopra San Martino di Castrozza.  


Sono arrivate a Parigi domenica 17 luglio, dopo aver percorso quasi 14.000 chilometri. Le due Giulia d’epoca, una 1.300 Ti del 1969 e una Super 1.3 del 1973, hanno concluso felicemente la rievocazione storica della "Pechino-Parigi", avventuroso e leggendario rally giunto alla quinta edizione.

Al volante della Giulia 1.300 Ti, Marco Cajani, presidente della Scuderia del Portello, con Alessandro Morteo co-driver.
La Super 1.3 è stata condotta dal giornalista Roberto Chiodi con accanto la moglie Maria Rita Degli Esposti. La loro prova è stata prestigiosa: medaglia d’oro per aver concluso in orario tutte le giornate di gara e aver disputato entro il tempo massimo consentito le innumerevoli prove speciali previste nelle cinque settimane del rally.
Inoltre, tredicesimo posto assoluto, secondo di categoria e primo dei sette equipaggi italiani.

 

 

19 Luglio 2016