La genesi del mito ALFA - 24 HP
La genesi del mito ALFA - 24 HP
1910
La leggenda comincia nel 1910, quando il Cavalier Ugo Stella rileva le azioni della Società Italiana Automobili Darraq, sede produttiva italiana di un costruttore francese di automobili.
La prima sede è al numero civico 95 della Strada del Portello, nella periferia nord-ovest di Milano e la società si chiama Anonima Lombarda Fabbrica Automobili, A.L.F.A.
Lo stesso anno nasce la prima vettura: la 24 HP. Progettata da Giuseppe Merosi, a 4 cilindri di 4 litri, raggiunge la velocità massima di 100 Km/h.
Il primo marchio Alfa Romeo è costituito da due simboli milanesi: il serpente (Biscione) visconteo in campo azzurro e la croce rossa in campo bianco dello stendardo comunale di Milano, racchiusi in un cerchio metallico con le scritte ALFA e MILANO separate da due nodi sabaudi.
Si torna alla normalità
Si torna alla normalità
1919
A poco a poco si riprende la produzione automobilistica.
Da una fabbrica di prodotti farmaceutici, dove era rimasta durante la guerra, si recupera la Grand Prix, vettura progettata da Merosi nel 1914 e protagonista di importanti vittorie in gara nei primi anni Venti.
ALFA 24 HP
ALFA 24 HP
1910

La prima. Prodotta in 300 esemplari e firmata da Giuseppe Merosi, la 24 HP ha caratteristiche moderne per l’epoca, dal motore monoblocco alla trasmissione a cardano unico e si distingue per l’eccellente ripresa e per l’accurata costruzione delle parti meccaniche. Per le competizioni Merosi sviluppa nel 1911 la 15 HP Corsa, con una potenza di 45 CV. A questo modello nel 1914 vengono apportate delle migliorie (le 15-20 HP), sulla falsariga della 24 HP esce il modello 12 HP, meno complesso ma ugualmente brillante.
Alfa 40 - 60 HP
Alfa 40 - 60 HP
1913

Un’autentica sportiva. La 40-60 HP del 1913, di oltre 6 litri di cilindrata, con valvole in testa comandate, tramite aste e bilancieri, da due alberi a camme poste nel basamento, ha un ottimo rendimento con consumi molto ridotti.
La vettura non delude le aspettative degli sportivi: nel debutto alla Parma-Poggio Berceto è prima nella sua categoria e nel biennio 1920-1921 vince al Mugello.
27 gli esemplari prodotti tra cui quella con carrozzeria Castagna a siluro per il conte Ricotti, che raggiunge i 139 Km/h.
Alfa Grand Prix
Alfa Grand Prix
1914

L’internazionale. Per affermare il marchio Alfa nelle gare internazionali, nel 1914 Merosi progetta l’Alfa Grand Prix, una vettura che si ispira ai dettami di una nuova formula per le corse, che stabilisce la cilindrata massima in “quattro cilindri e mezzo”.
Per il motore sono adottate diverse innovazioni tecniche, con l’applicazione delle doppie valvole inclinate in testa comandate direttamente da due alberi a camme in testa.
Alfa 33/2 Litri
Alfa 33/2 Litri
1969

Imbattibile in gara. Oltre al motore a 8 cilindri montato posteriormente, che fa corpo unico con cambio e ponte ad assi snodati, del tutto originale è il telaio ispirato all'aeronautica, per guadagnare in leggerezza.
È composto da tre tubi di alluminio a forma di H asimmetrica, che accolgono nell’interno il serbatoio di gomma del carburante.
Il debutto in gara a Fleron, in Belgio, è una vittoria assoluta, a cui si susseguono fino al 1969 una serie interminabile di primi posti nelle gare internazionali.
Alfa Montreal
Alfa Montreal
1970

Il propulsore a 8 cilindri torna sulle vetture stradali. Disegnata da Bertone, il prototipo della vettura è presentato nel 1967 a Montreal (da qui il nome). Nel 1970 l’Alfa Romeo realizza in serie l’idea, e il risultato è un'auto di prestigio, capace di prestazioni da competizione, ma con caratteristiche tali da poter essere usata tutti i giorni.
Il motore a 8 cilindri a V deriva dalla 33, a iniezione meccanica Spica ed è capace di erogare 200 Cv e di raggiungere una velocità di oltre 220 Km.
Alfa 20-30 HP
Alfa 20-30 HP
1921

La 20-30 HP è stata la prima autovettura torpedo costruita nel primo dopoguerra. Il prezzo della vettura, progettata da Giuseppe Merosi, era proibitivo per i tempi, soprattutto per gli anni immediatamente successivi alla guerra. La produzione si orientò quindi ad un livello molto alto per meccanica, potenza e finiture fu destinata ad una fascia di elite e ovviamente ad un mercato mondiale, ma le vetture prodotte furono solamente 124.
Alfa RL
Alfa RL
1922

L’elegante da strada. Progettata da Merosi dal 1921, la RL monta un motore a 6 cilindri con bilanciere e valvole in testa, con freni anteriori, per eliminare le vibrazioni durante la frenata.
La Casa del Portello decide di sfruttare il nuovo modello anche nelle corse, soprattutto a scopo di propaganda.
Risultato: la RL raccoglie ovunque successi. Le vetture costruite nelle diverse versioni sono 2640, con richieste d’acquisto da tutti i continenti.
Alfa RM
Alfa RM
1923

Una RL più economica. Presentata al salone di Parigi nel 1923, la RM è una vettura a quattro cilindri di due litri di cilindrata che utilizza molti particolari del motore della RL.
Si differenzia dalla RL per il prezzo più economico. LA RM fa il suo debutto sportivo alla 3a Coppa delle Alpi del 1923, classificandosi quarta nella categoria «due litri», dopo un percorso di quasi tremila chilometri in sei tappe. Del modello sono prodotte 500 vetture.
Alfa P2
Alfa P2
1924

L’imbattibile.Progettata da Vittorio Jano nel ‘23-‘24 , la P2 è la prima Alfa con motore a 8 cilindri sovralimentata e con 2 carburatori soffiati, cioè disposti a valle del compressore. La sua partecipazione ai Gran Premi internazionali del 1924 e del 1925 porta alla conquista del primo Campionato del Mondo che vale al marchio la nuova corona che va a circondare lo stemma di ottone.
La P2 è considerata una delle migliori vetture da Gran Premio degli anni Venti e getta le basi della leggenda Alfa. Sei gli esemplari realizzati.
Alfa 6C 1500
Alfa 6C 1500
1927

Una vetturetta leggera e brillante. Progettata da Vittorio Jano, inaugura l’ingresso dell’Alfa nella produzione delle auto a cilindrata medio-bassa.
Con motore a 6 cilindri, la distribuzione è a un solo albero a camme in testa.
Alla base della vettura, una notevole potenza per il minor peso possibile, stabilità e maneggevolezza.
Presentata al Salone dell’Auto a Milano, Parigi e Londra, la 6C 1500 ha un ottimo successo commerciale e sportivo. Le vetture realizzate sono 1075.
Le mitiche corse dell’Alfa
Le mitiche corse dell’Alfa
1920
Le automobili tornano a essere le protagoniste: nel 1920 nasce la prima vettura con il marchio Alfa Romeo: la Torpedo 20-20 HP. Con la prima vittoria al Mugello di Campari alla guida di una 40-60 HP, Alfa Romeo pone le basi della sua leggenda agonistica.
Nello stesso anno entra in Alfa Romeo Enzo Ferrari e conquista subito con la 40-60 HP un prestigioso 2° posto alla Targa Florio.
Alfasud
Alfasud
1971

La nuova media. Costruita nello stabilimento di Pomigliano D’Arco (NA), l’Alfasud è concepita come una compatta di categoria superiore per chi desidera guidare una vera Alfa. Progettata da Rudolph Hruska con lo stile ideato da Giugiaro, monta un motore boxer a 4 cilindri collocato a sbalzo, con la trazione anteriore e un'innovativa carrozzeria a due volumi di grande abitabilità.
Varie le versioni,tra cui la sportiva TI, la Giardinetta e la Sprint, il coupé dalla linea compatta e guizzante.
Alfetta
Alfetta
1972

Una leggenda si rinnova. Presentata vicino all’Alfetta 159 campione del mondo di F.1 - da cui riprende il nome perché adotta uno schema di sospensioni posteriori simile, il cosiddetto ponte De Dion - l’Alfetta è una berlina con un’impostazione raffinata e complessa, con motore anteriore e cambio al posteriore (schema transaxle) per un’ottimale distribuzione dei pesi, presto punto di riferimento per la concorrenza.
Diverse le versioni, tra cui la GT del 1974, la 1.6 e 1.8 del 1975 e la 2000 del 1977.
Alfa 33 TT 12
Alfa 33 TT 12
1975

Eccezionali prestazioni e completa affidabilità. Questa sport prototipo è equipaggiata con un motore boxer a 12 cilindri da 500 cv di potenza, collocato in un telaio tubolare (da qui la denominazione TT).
Il suo motore boxer si dimostra indistruttibile e la vettura vince 7 corse su 8. Nel 1975 fa conquistare all’Alfa Romeo il Campionato Mondiale Marche dominando con evidente superiorità le avversarie.
Giulietta
Giulietta
1977

In Alfa Romeo è giunto il momento di sostituire anche il best-seller degli anni ’60: nasce così la nuova Giulietta.
Presentata nel 1977, la nuova Giulietta è caratterizzata da una particolare e indovinata forma a cuneo, frontale basso e aggressivo, coda alta e corta, con doti sportive ed aerodinamiche di eccellenza.
Il cuneo degli anni ‘80 diventa così slogan pubblicitario.
Alfa 6
Alfa 6
1979

Nel 1973, l’Alfa Romeo dà vita al progetto Alfa 6 per arginare il continuo passaggio delle Alpi da parte di migliaia di grosse berline tedesche.
La crisi petrolifera aveva però notevolmente rallentato i lavori, e per vedere la vettura sul mercato bisogna attendere l’Aprile 1979, quando ormai la sua linea, più che la raffinata meccanica, risulta superata.
Alfa Arna
Alfa Arna
1983

Alla fine degli anni ’70, Alfa Romeo richiede la messa in produzione di un nuovo modello che si inserisse nella fascia di mercato al di sotto dell’Alfasud.
L’idea è quella di montare i gruppi dell’Alfasud su una scocca prodotta da un’altra casa, in modo da abbattere i costi di produzione senza investire nello sviluppo della nuova scocca. Grazie all’intesa con la Nissan nasce così l’ARNA (Alfa Romeo Nissan Autoveicoli).
Alfa 33
Alfa 33
1983

La nuova media. La 33 sostituisce l’Alfasud, da cui eredita lo schema meccanico di massima. La linea della vettura è invece completamente rinnovata: un’inconsueta e moderna due volumi spezzata disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo.
In grado di accontentare un range molto ampio di clientela, la vettura è una delle più longeve e fortunate. Diverse le versioni e 3 le serie: la II serie dal 1986 con maggiori varianti e abitacolo rinnovato e la III dal 1990 con 6 motore boxer a benzina e 1 turbodiesel.
Alfa 75
Alfa 75
1985

Per festeggiare i 75 anni dell'Alfa. Presentata nel maggio dell’85, l’Alfa 75 è l’ultimo modello a trazione posteriore. Il suo stile originale, unito alle elevate prestazioni, segna un grande successo commerciale. Le versioni della 75 continuano fino al 1992 in un crescendo di evoluzioni estetiche e tecniche. Tra queste, ricordiamo la versione Turbo, la Milano, destinata al mercato USA, la 2.0 Twin Spark, la 3.0 V6, la 1.8 Turbo Quadrifoglio Verde, la 2.0 Twin Spark e la 2.0 Turbodiesel.
Alfa 164
Alfa 164
1987

La nuova berlina al top di gamma. L’Alfa 164 è la prima vettura nata dopo la cessione dell’Alfa Romeo al Gruppo Fiat, anche se sviluppata autonomamente dal Biscione prima della cessione societaria. A trazione anteriore, si distingue per un design raffinato, disegnato da Pininfarina, che le conferisce un aspetto autorevole e potente.
Ha successo anche negli USA, per il cui mercato si sviluppano apposite versioni. Nel 1992 la 164 entra in un nuovo ciclo di vita, con sei modelli suddivisi in due gamme.
Alfa 155
Alfa 155
1992

La 155 sostituisce la 75, ma presenta un’impostazione tecnica nuova, a partire dalla trazione anteriore e dalle sospensioni a ruote indipendenti anche sul retrotreno, per una maggiore sicurezza e guidabilità. La sportività e le prestazioni sono tipiche di Alfa Romeo.
La gamma include numerose versioni e due diverse serie. Ricordiamo le versioni sportive 155 GTA e 155 V6 TI con contenuti meccanici di primissimo piano, che fa conquistare all'Alfa il titolo italiano Superturismo e, soprattutto, la vittoria nel campionato DTM nel 1993.
L'Alfa continua a vincere
L'Alfa continua a vincere
1921
Per le gare del 1921 la potenza del motore della Grand Prix del 1914 passa da 88 a 102 CV. Al G.P. Gentlemen di Brescia del 1921, Campari, che ha condotto la gara dall’11° al 24° giro, è costretto a ritirarsi vicino al traguardo per la perdita d’acqua dal radiatore.
Il 1921 segna anche segna l’esordio in gara della 20-30 HP in versione ES Sport. Ed è subito vittoria: di Ascari e Sivocci alla Parma-Poggio Berceto (primo e secondo posto) nella classe 4,5 litri.
Alfa 6C 1750
Alfa 6C 1750
1929

La 6C 1500 diventa più potente. Conserva uguale struttura e peso della 1500, con un aumento di potenza dei motori (fino ai 100 CV nei motori spinti per le gare) e un buon incremento della coppia. Anche i gruppi dell’autotelaio subiscono migliorie, per garantire la massima sicurezza.
Dal suo debutto sportivo alla Mille Miglia del 1929 fino al 1931 domina incontrastata tutte le gare della categoria Sport. Le vetture prodotte sono 2579.
Alfa 8C 2300
Alfa 8C 2300
1931

La raffinata. Per mantenere la superiorità della categoria Sport, si mette a punto un motore a otto cilindri, con uguale alesaggio e corsa della 6C 1750 di 2336 cc. Il gruppo cilindri è composto di due semiblocchi in lega leggera con canne in acciaio, piantate a caldo. Divisa in due e in lega leggera anche la testa: un’innovazione mondiale.
Dopo un debutto infelice, la vettura mieterà una serie di successi. Realizzata da Jano, è stata prodotta in 188 autotelai.
Alfa 145 14
Alfa 145 14
1995

Una linea inedita e vincente. Erede della fortunata 33, la 145 è la prima Alfa Romeo di serie nata al Centro Stile diretto da Walter de’ Silva.
Con la 145 si inaugura una nuova formula architettonica, a due volumi e a tre porte ma che non rinuncia ai canoni classici del Marchio. Nel 1997 i motori boxer derivati dalla 33 vengono sostituiti dai 4 cilindri in linea Twin Spark a 16 valvole e anche gli allestimenti vengono rinfrescati. Nel 1995 esce una versione berlina a 5 porte, la 146.
Alfa Tipo A
Alfa Tipo A
1931

Comincia l’epopea delle monoposto. Dotata di due gruppi motori sei cilindri di 1752 cc, due cambi in blocco col motore e due alberi di trasmissione, è costruita per essere utilizzata nei circuiti veloci.
Le prove e la vittoria alla Coppa Acerbo dimostrano subito le sue qualità velocistiche e convincono i tecnici che, a parte le modifiche richieste per una completa messa a nuovo, è comunque una vettura d’eccezione.
4 gli esemplari realizzati.
Alfa GTV e Spider
Alfa GTV e Spider
1996

Presentate al Salone di Ginevra 1994, le due vetture fanno parte di un progetto sviluppato su due versanti paralleli e differenziati, finalizzati a realizzare due modelli distinti: un coupé (GTV) e una vettura scoperta (Spider).
L’Alfa GTV sfoggia un’eleganza aggressiva, all’altezza delle migliori tradizioni del Marchio. Nella Spider sono evidenti alcuni richiami al passato, come la coda spiovente: un ammiccamento alla mitica Duetto osso di seppia.
Jano progetta la P3
Jano progetta la P3
1932
Snella e filante, la Gran Premio Tipo B, meglio conosciuta come "P3" è equipaggiata da un motore 8 cilindri in linea con un doppio compressore.
La P3 debuttò nel giugno del 1932. Vinse la prima gara con Tazio Nuvolari nello stesso anno. La stagione proseguì con altre sei vittorie, tra cui i più importanti gran Premi dell’epoca: la Targa Florio, il G.P Italia, il G.P Francia, il Circuito di Avellino, la Coppa Ciano e la Coppa Acerbo
Alfa Gran Premio Tipo B o P3
Alfa Gran Premio Tipo B o P3
1932

La più bella monoposto. Progettat da Jano, la Tipo B, in seguito battezzata P3 in ricordo della P2 (1924 - 1930), è snella e aggraziata e ricca di innovazioni tecnologiche. Le più originali: il differenziale all'uscita del cambio e i due alberi di trasmissioni disposti a V, che trasmettono il moto alle ruote posteriori e al cui centro è sistemato il posto di guida.
La caratteristica principale che la distingueva dalla vettura precedente era la possibilità di prendere parte a corse di lunga durata.
Il suo debutto a Monza nel 1932 segna l'ennesimo trionfo dell'Alfa Romeo: la vettura di Nuvolari è prima a 167,52 orari.
6 gli esemplari prodotti.
Alfa 6C 1900
Alfa 6C 1900
1933

L'evoluzione della 6C 1500. Al motore viene applicata, per la prima volta in serie 6C, la testa in lega leggera. La cilindrata è portata a 1917 cmc. La vettura anticipa l’uscita della 6C 2300. Del modello sono prodotti 197 esemplari.
Alfa 6C 2300
Alfa 6C 2300
1934

Eleganza delle forme e cuore corsaiolo. La vettura è dotata di motore con basamento in ghisa fuso in un unico blocco col gruppo delle sei canne dei cilindri e testa in lega leggera; frizione monodisco e cambio a 4 marce.
Dal 1934 la 6C 2300 incomincia una fertile stagione di vittorie. Dal 1935 al 1937 le tre versioni Turismo, Gran Turismo e Pescara, saranno dotate, per la prima volta in Europa, di sospensioni indipendenti.
Alfa Bimotore 1935
Alfa Bimotore 1935
1935

Alla velocità della luce. Monoposto dalle prestazioni velocistiche impressionanti. Progettata da Luigi Bazzi per Ferrari, la bimotore viene costruita per competere con le vetture tedesche nelle corse veloci del 1935. Due motori, uno anteriore e uno posteriore tra cambio, frizione e posto di guida: una soluzione geniale, perché permette un ingombro frontale ridotto. Due gli esemplari realizzati.
RL: il capolavoro di Merosi
RL: il capolavoro di Merosi
1922

Cavallo di battaglia dell’Alfa Romeo degli anni ‘20, monta un motore a 6 cilindri in linea con monoblocco e testa amovibile in ghisa. Due le versioni realizzate, Normale e Sport per le corse. E il successo è immediato.
Alfa 8C 2900
Alfa 8C 2900
1937

La più bella sportiva del mondo. Una vettura esaltante per bellezza, tenuta di strada e docilità di guida. La prima versione viene impostata nel 1934 con un autotelaio a due posti che permetta di correre nelle gare di tipo Sport.
Nel 1937 viene lanciato sul mercato degli amatori il modello 8C 2900 B nella versione con telaio Corto (Spider corsa 2 posti) e Lungo (Coupé Touring 4 posti).
Dal debutto in gara, con una straordinaria tripletta alla Mille Miglia, fino al 1939, la vettura non ha rivali.
158 "Alfetta"
158 "Alfetta"
1938

Bella e imbattibile. Leggendaria monoposto progettata da Gioacchino Colombo nel 937. Conserva la classica meccanica Alfa, con l’aggiunta di un rinvio nel gruppo del ponte per abbassare il baricentro della vettura.
Al confronto delle vetture di cilindrate maggiori ai 4500 cc, la 158 con i suoi 1500 cc appare una vettura esile ma agilissima, che darà del filo da torcere agli avversari.
Esordisce vincendo a Livorno e nel dopoguerra riprende a trionfare, fino al 1° titolo mondiale di F.1 nel 1950.
Alfa 6C 2500
Alfa 6C 2500
1939

Raffinata e sportiva. È l’estrema evoluzione della fortunata serie 6 cilindri, costruita sulla base della 2300 ma con prestazioni più brillanti per il motore più potente, una maggiore cilindrata e una migliorata alimentazione. Nel 1947 esce un’originale versione sportiva detta Freccia d’Oro, con coda tronca e arrotondata. Superba la versione Villa d’Este, chiamata così per il trionfo ottenuto all’omonimo concorso di eleganza. Nella versione più spinta ha in attivo numerosi successi sportivi.
159 "Alfetta"
159 "Alfetta"
1950

Nel 1950 l’Alfetta cambia il nome in 159, con poche modifiche: le sospensioni con ponte posteriore De Dion, il telaio con l’aggiunta di elementi tubolari e un motore più potente.
Nel 1951 vince il 2° Campionato del mondo. La lunga vita dell’Alfetta, un modello all’avanguardia, è il risultato di continui interventi sul motore, lasciando invariata invece la forma costruttiva originale.
Continui gli incrementi di potenza, fino ai 425 CV del ’51.
Alfa 1900
Alfa 1900
1950

La vettura di famiglia che vince le corse. Progettata da Orazio Satta per venire incontro alle esigenze delle classi medie, la 1900 è una vettura moderna e funzionale, dalle brillanti caratteristiche ma nel contempo relativamente poco costosa.
Il suo peso è notevolmente ridotto, per la costruzione – adottata per la prima volta - di una carrozzeria a scocca integrale col telaio.
Il motore a 4 cilindri di 1884 cmc conserva la struttura classica dei motori Alfa Romeo dalle prestazioni generose.
A.R. 51 "Matta"
A.R. 51 "Matta"
1951

Il fuoristrada firmato Alfa Romeo.
A quattro ruote motrici, capace di scalare e scendere pendii, addirittura scendere da scalinate e fare la matta. Da qui il suo nome. Il modello sfrutta la parte motoristica della 1900.
All’autorità militare si consegnano 2000 veicoli.
Alfa Disco Volante
Alfa Disco Volante
1952

La più originale proposta stilistica della 1900. Il nome deriva un po’ dalla fantascienza, un po’ dalla descrizione dei primi UFO nell’immaginario collettivo. È uno spider basso e dalle forme tondeggianti che ha molto a che fare con l’esperienza dell’Alfa nel campo dell'aeronautica. La carrozzeria ha caratteristiche aerodinamiche, con le migliori doti di penetrazione anche in presenza di vento laterale.
La vettura rimane allo stadio sperimentale.
Alfa 156
Alfa 156
1997

L’inizio di un nuovo percorso. Alla base della vettura, un design rivoluzionario e prestazioni esaltanti, ma soprattutto un nuovo modo di pensare e progettare l’automobile. Tra le innovazioni tecniche, il sistema Common-Rail sui motori diesel, il cambio sequenziale Selespeed ereditato dal mondo delle corse, le sospensioni anteriori a quadrilatero alto. Dal 1999 la gamma si arricchisce delle versioni Selespeed, con motore 2.0 Twin Spark abbinato al cambio sequenziale e Q-System, con motore 2.5 V6 24v.
Giulietta
Giulietta
1954

La prima con un nome proprio, e di donna. Presentata al pubblico nel 1954 nella versione coupè Sprint, con una linea giovane e dinamica disegnata da Bertone, è una vettura di sicuro successo.
Le sue doti: poco ingombrante, pratica e agile, con prestazioni elevate.
La versione berlina e spider hanno entrambe immediato consenso del pubblico per le doti meccaniche e per la sobria eleganza della linea. Nel 1959 escono la Sprint Speciale di Bertone e la SZ di Zagato, decisamente corsaiole.
Giulia
Giulia
1962

Disegnata dal vento. Erede della Giulietta, ne sviluppa ed evolve l’impostazione.
Più spaziosa, più squadrata, è una berlina a tre volumi con un’inedita linea a coda tronca: scelta originale che presto si rivelerà un grande successo.
È la prima ad adottare una scocca a struttura differenziata e ad essere equipaggiata con un cambio a 5 marce.
La gamma si sviluppa con la coupé (Giulia Sprint GT) e con la spider (1600 Spider Duetto); la TZ e TZ2 e la GTA con le sue evoluzioni le versioni sportive.
Il Quadrifoglio è l’Alfa che vince
Il Quadrifoglio è l’Alfa che vince
1923

Un anno memorabile. Le rosse RL da corsa collezionano un successo dopo l’altro: Masetti vince al Mugello e Sivocci, Ascari e Masetti si aggiudicano il 1°, il 2° e il 4° posto nella prestigiosa corsa siciliana Targa Florio. Sulla RL di Sivocci compare per la prima volta il quadrifoglio, il marchio dell’Alfa da corsa.
Ascari vince ancora a Cremona, Sivocci è primo in una gara Turismo a Monza. È presentata al pubblico la RM, che utilizza molti particolari della RL ma a un prezzo più economico.
Giulia Sprint GT
Giulia Sprint GT
1965

"Una vittoria al giorno con la macchina di tutti i giorni".
Capolavoro di Bertone con Giugiaro. La GTA (Gran Turismo Alleggerita) mantiene la forma esterna della Giulia Sprint GT, ma ha la carrozzeria alleggerita da pannelli in alluminio e un motore 1600 con una nuova testata a doppia accensione.
Corsaiola e prestazionale, in gara vince nel ’66, nel ’67 e nel ’68 il Challenge europeo.
Su questo modello viene in seguito montato il motore derivato dal 1750.
Alfa 2600
Alfa 2600
1965

Classe signorile e linea elegante. Presentata nelle versioni Berlina, Sprint e Spider. Il motore a 6 cilindri di 2584 cmc, potente ed elastico, con il cambio a 5 marce sincronizzate, assicurano sicurezza di marcia e ottima tenuta di strada. Elegante e confortevole la Berlina, prestazionali la Sprint di Bertone e la Spider carrozzata Touring. Nel 1965 esce la 2600 SZ (Sprint Zagato) con miglioramenti nella qualità dei materiali, nel numero degli accessori e delle finiture.
Spider "Duetto"
Spider "Duetto"
1966

Una leggenda. Progettata da Pininfarina, la 1600 Spider, su meccanica Giulia, con l’originalissima coda a osso di seppia e le fiancate convesse, è uno dei modelli più rappresentativi degli spider Alfa.
La vettura detiene un altro primato: è la più longeva delle Alfa Romeo, con i suoi 26 anni di produzione, sia pure con un’interruzione di un lustro.
La sua risonanza è mondiale: il film Il laureato di Nike Nichols con Dustin Hoffman la rende famosa anche negli USA.
Alfa 1750
Alfa 1750
1968

Una vettura dal nome augurale. La sigla 1750 è un omaggio alla favolosa 1750 degli anni '30. Sostituisce la Giulia berlina ed è pensata per offrire prestazioni superiori, potenza e comfort di classe.
La carrozzeria è di nuovo disegno a forma filante, con ampio cofano per un motore e un bagagliaio. Partecipa, vincendole, alle gare per le vetture Turismo di serie. Nel 1970 apporta alcune innovazioni, tra cui doppio circuito frenante, fari allo jodio, pedali freno e frizione infulcrati in alto.
Alfa 166
Alfa 166
1998

La nuova ammiraglia sportiva. La 166 sostituisce la 164 alla luce delle nuove tecnologie e aspettative del pubblico. Lo stile aggressivo ma sobrio nasce al Centro Stile di Arese, mentre importanti le innovazioni nella meccanica, con sospensioni anteriori a quadrilatero alto e posteriori a bracci multipli. Con i motori 2.4 JTD 2,0 Turbo e 3.0 V6 24v è di serie il cambio a 6 marce. Con i motori 6 cilindri aspirati è disponibile una trasmissione automatica a controllo elettronico detto Sportronic.
Alfa 156 Sportwagon
Alfa 156 Sportwagon
1999

La wagon sportiva secondo Alfa Romeo. Nel 2000 viene lanciata la versione wagon di Alfa 156: Alfa Sportwagon. Dalla 156 eredita tecnica e motorizzazioni. Unisce sensazioni di una sportiva pura con la libertà e la versatilità di una wagon. Un’auto completa e ideale per ogni tipo di esigenza, perché potente, sicura e confortevole, con una personalità unica che seduce il pubblico per l’eleganza e l’armonia delle linee.
Alfa 147
Alfa 147
2000

L’ennesima conferma di un progetto vincente. L’inizio del nuovo millennio segna la nascita di Alfa 147, che si aggiudica subito l’ambìto premio tedesco del Volante d’oro. Un'auto compatta e sportiva, con prestazioni, sicurezza, dotazioni e comfort paragonabili a vetture di categorie superiori. L'impostazione stilistica riprende in chiave evolutiva molti stilemi della 156, con dettagli che richiamano il passato, come il grafismo a V del cofano ereditato dalla storica Villa d’Este.
Alfa 156 GTA e Alfa Sportwagon GTA
Alfa 156 GTA e Alfa Sportwagon GTA
2002

Il mito della sportività pura. Nel 2002 il mercato si arricchisce delle prestazioni esaltanti di Alfa 156 GTA e di Alfa Sportwagon GTA. Rivive così, 36 anni dopo, la Giulia Sprint GTA, il mito della sportività pura, riletta in chiave moderna. Dettagli di stile unici, dotazioni ad alto livello, motore esaltante per un’auto potente ed emozionante.
Alfa GT
Alfa GT
2003

La sportività si lega al comfort e all’eleganza. Alfa GT è una sorprendente coupé-berlina, disegnata da Bertone in collaborazione con il Centro Stile di Arese.
Alla base della vettura, tradizione sportiva, propulsori potenti con motorizzazioni al vertice in ogni categoria e insieme bellezza, comfort ed eleganza delle forme. In più, grazie a soluzioni derivate dalla Formula 1, il massimo controllo per apprezzare appieno le emozioni di una guida brillante. Per un piacere di guida senza compromessi.
Alfa 159 e 159 Sportwagon
Alfa 159 e 159 Sportwagon
2005

Comfort, sicurezza e potenza.
Alfa 159 debutta da protagonista al Salone di Ginevra del 2005. Un’auto davvero senza compromessi: sicurezza e prestazioni al top del segmento, grande abitabilità e una linea affascinante e sportiva, elaborata da Giugiaro in collaborazione con il Centro Stile Alfa Romeo.
La gamma motori è composta da otto propulsori - quattro benzina e quattro diesel - elastici, potenti e rispettosi dell’ambiente, in regola con le norme Euro 4. La versione berlina si arricchisce con la Sportwagon.
L'imbattibile si chiama P2
L'imbattibile si chiama P2
1924
Progettata da Vittorio Jano, con motore 8 cilindri sovralimentato e due carburatori soffiati, cioè disposti a valle del compressore, la P2 è la prima vettura da competizione dell’Alfa Romeo che si aggiudica rilevanti vittorie internazionali e lancia l’Alfa nell’olimpo dei marchi più prestigiosi.
Trionfa nel Grand Prix d’Europa a Lione con Campari,nel G.P. d’Italia a Monza del 1925, fino all’incredibile vittoria tra le fiamme di Varzi alla Targa Florio nel 1930.
Alfa Spider
Alfa Spider
2006

Continua la leggenda delle sportive scoperte. Alfa Spider debutta nel 2006 al Salone Internazionale di Ginevra. Il risultato più affascinante della nuova generazione Alfa Romeo: elaborata dal Centro Stile con Giugiaro e Pininfarina, è un’auto davvero italiana, tutta da vivere, ma anche potenza vera da guidare in grande controllo. Alla base di Alfa Spider, uno stile semplice ed essenziale, prestazioni da sportiva evoluta, tecnologia ai massimi livelli. Il ritorno di una leggenda.
MiTo
MiTo
2008

La compatta sportiva firmata Alfa Romeo. Disegnata a Milano, realizzata a Torino, MiTo è la nuova sportiva di razza che Alfa Romeo dedica agli Alfisti.
Design irresistibile, contenuti tecnologici sempre più ricchi, prestazioni al massimo della categoria abbinate a consumi ed emissioni ridotti al minimo. Con in più il piacere di guida da sempre nel DNA dell’Alfa Romeo.
Giulietta
Giulietta
2010

Il ritorno di un mito.
Lo stile, il design e la tecnologia del futuro si sposano ai valori eterni del Biscione. Ecco Giulietta, l’ultima nata in casa Alfa. Splendida nelle forme, sotto il cofano un capolavoro di potenza e perfezione. Ma soprattutto con l’anima e la passione che hanno fatto grande il nome di Alfa.
Alfa Brera
Alfa Brera
2005

Il nuovo riferimento nel mondo dei coupé. Forte e compatta, padrona della strada e con una spiccata personalità, la sua linea è un susseguirsi di citazioni classiche del Marchio riletti in chiave moderna e i propulsori potenti ed elastici - due turbodiesel e due benzina - sono il suo punto di forza. Gli spazi interni sono da berlina di lusso, e assicurano comfort superlativo, funzionalità e cura dei dettagli al servizio del piacere di guida. Una coupé nata per emozionare.
Alfa 8C Competizione 8
Alfa 8C Competizione 8
2007

Rivive la leggenda delle “8 cilindri”.
Il mito delle storiche “8 cilindri” scende in strada in edizione limitata con Alfa 8C Competizione. Tradizione sportiva, passione italiana, ricerca tecnica: i valori che hanno fatto dell’Alfa una leggenda trovano la loro perfetta sintesi in questa straordinaria vettura elaborata dal Centro Stile di Arese.
Alfa Romeo 4C
Alfa Romeo 4C
2011

Un meraviglioso coupè, contraddistinto da una linea sinuosa ed essenziale, 4C Concept si presenta nel nuovissimo colore “Rosso Lava”. Una Supercar leggerissima: il suo peso è inferiore agli 850 Kg grazie all'utilizzo di materiali come la fibra di carbonio e l'alluminio nelle sue parti costituenti. 4C Concept è un concentrato di fascino e tecnologia a portata di tutti.
Nasce Alfa 4C Concept
Nasce Alfa 4C Concept
2011
A inizio anno, presso il Salone di Ginevra, viene presentata 4C Concept, la nuova Concept Car disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo. Un meraviglioso coupè, contraddistinto da una linea sinuosa ed essenziale, 4C Concept si presenta nel nuovissimo colore “Rosso Lava”. Una Supercar leggerissima: il suo peso è inferiore agli 850 Kg grazie all'utilizzo di materiali come la fibra di carbonio e l'alluminio nelle sue parti costituenti. 4C Concept è un concentrato di fascino e tecnologia a portata di tutti.
Continua l'inesauribile successo di MiTo
Continua l'inesauribile successo di MiTo
2009
Per l'occasione vengono introdotti due nuovi propulsori: il 1.4 Torbobenzina e il 1.3 JTDM. Due motori che rappresentano lo stato dell'arte nel campo dell'ingegneria motoristica in termini di tecnica, prestazioni e rispetto per l'ambiente. Lo stesso anno viene presentata al Salone di Ginevra l'Alfa Romeo MiTo GTA Concept, una Gran Turismo alleggerita reinterpretata. Al modello, un concentrato di potenza e sportività, viene riconosciuto il titolo di "Auto Europa Tuner 2009".
Il 1° titolo mondiale è tutto Alfa
Il 1° titolo mondiale è tutto Alfa
1925

Alfa Romeo vince il suo primo Campionato del Mondo a Monza con Gastone Brilli Peri alla guida della P2. Al traguardo un magnifico “poker” Alfa, con un distacco sul quinto classificato di 45 minuti. La vittoria è ricordata sullo stemma, che si fregia di una corona d’alloro.
La RL continua a mietere vittorie
La RL continua a mietere vittorie
1926
Continuano le vittorie della RL, che arriverà a un totale di 90, assolute o di classe. La vettura nel 1926 ottiene il podio in Salita di Baden Baden e il 3° posto assoluto di Cleer al GP di Germania, sul veloce circuito dell’AVUS.
Nasce la 6C 1500, leggera e brillante
Nasce la 6C 1500, leggera e brillante
1927

Progettata da Jano, segna l’ingresso dell’Alfa nella produzione delle medie cilindrate. Per le sue doti di potenza unite a leggerezza, stabilità e maneggevolezza, ha un grande successo commerciale e sportivo.
Il 1927 è inoltre l'anno di nascita della Mille Miglia, la corsa più bella del mondo: una lunga cavalcata”di 1600 Km attraverso le contrade e le città d’Italia, da Brescia a Roma, e ritorno.
Primi alla corsa più bella del mondo
Primi alla corsa più bella del mondo
1928
L’uscita di scena di Nicola Romeo nel 1928 coincide con l’affermarsi delle vetture a 6 cilindri, leggere, veloci e brillanti. Nello stesso anno Campari, con Ramponi, vince la Mille Miglia su una debuttante 6C 1500 compressore.
Il gusto di guidare diventa una passione prepotente e un vero status symbol: tanto è vero che ci si comincia a interessare alla produzione di serie.
Comincia l’avventura agonistica
Comincia l’avventura agonistica
1911
La 24 HP versione Corsa debutta alla Targa Florio 1911, con piazzamenti brillanti. Su tutti spicca la prestazione di Nino Franchini: il pilota conduce la gara quando è costretto a ritirarsi a causa di un banale incidente (uno schizzo di fango sugli occhi gli impedisce di vedere).
Nasce la Scuderia Ferrari
Nasce la Scuderia Ferrari
1929

A Modena nasce la Scuderia Ferrari, che fino al 1938 avrà un rapporto privilegiato con l’Alfa Romeo. Enzo Ferrari con la “sua” organizzazione gestisce in esclusiva le vetture da corsa del Biscione, praticamente è il reparto corse dell’Alfa.
Il successo è immediato con il 1° posto alla Mille Miglia a cavallo di una 6C 1750.
Simbolo degli anni '30 è 6C 1750
Simbolo degli anni '30 è 6C 1750
1930
Derivata dalla 6C 1500, con motore e cilindrata maggiori, la 6C 1750 colleziona subito un impressionante palmares. Alla Mille Miglia del 1930, con Nuvolari e Guidotti (record di velocità media: 100 Km/h) l’Alfa si conferma regina della categoria Sport.
Varzi vince letteralmente tra le fiamme la Targa Florio con una vecchia P2 al termine di una corsa leggendaria.
La poderosa 8C 2300
La poderosa 8C 2300
1931

Erede della 6C 1750 in gara è la 8C 2300, con un motore a otto cilindri. Elegante e sportiva, diventa un’icona sia tra le vetture da turismo che nelle competizioni internazionali.
Dopo un debutto infelice alla Mille Miglia nel 1931, la vettura vince alla Targa Florio e da allora miete una serie di vittorie tra cui Monza, Le Mans, le due Mille Miglia del 1932 e 1933 oltre a tutta una serie di gare su strada.
L’IRI e la gestione di Gobbato
L’IRI e la gestione di Gobbato
1933
Nel 1933 l’Alfa Romeo entra a far parte dell’I.R.I. (Istituto per la Ricostruzione Industriale). L’ing. Gobbato, che assume il ruolo di Amministratore Delegato, attua una razionalizzazione e un ammodernamento della Società, decidendo il ritiro ufficiale della Casa dalle competizioni e affidando questo compito interamente alla Scuderia Ferrari.
Le rosse milanesi vedono sostituire il quadrifoglio con lo scudetto Cavallino in campo giallo della Scuderia Ferrari. Tazio Nuvolari vince sette corse, tra cui la 24 ore di Le Mans e la Mille Miglia.
6C 2300: eleganza e cuore corsaiolo
6C 2300: eleganza e cuore corsaiolo
1934
Nel ’34 la vettura sostituisce la 6C 1750 e 1900 e abbina brillanti risultati sportivi a successi nei concorsi di eleganza. Tra i risultati in gara ricordiamo i primi tre posti assoluti alla 24 ore di Pescara.
Le versioni Turismo, Gran Turismo e Pescara, saranno dotate, per la prima volta per un’Alfa, di sospensioni indipendenti.
La P3 domina al Nürburgring
La P3 domina al Nürburgring
1935
Tra le più epiche vittorie di Tazio Nuvolari al volante di un’Alfa Rossa è da annoverare il successo clamoroso del 1935 al Gran Premio di Germania, corso sul terribile tracciato del Nürburgring (Nordschleife).
L’asso mantovano batte la Mercedes-Benz con una vettura, la P3, ormai vetusta, anche se continuamente aggiornata: i funzionari del governo tedesco sono costretti a congratularsi con il pilota italiano.
Nuvola conquista l’America
Nuvola conquista l’America
1936
Tazio Nuvolari fa impazzire le folle americane vincendo a New York la prestigiosa Coppa Vanderbilt sull’Alfa Romeo Gran Premio Tipo C a 12 cilindri. L’Alfa si aggiudica anche la Mille Miglia e la Coppa Ciano con una emozionante tripletta.
La 6C 2300 Touring vince la Mille Miglia
La 6C 2300 Touring vince la Mille Miglia
1937
Boratto e Guidotti ottengono un incredibile 4° posto assoluto alla Mille Miglia, vincendo tranquillamente la categoria con la 6C 2300 Touring.
L'Alfa Romeo lancia sul ristretto mercato degli amatori il modello 8C 2900 B nella versione con telaio Corto (Spider corsa 2 posti, 20 esemplari) e Lungo (Coupé Touring 4 posti, 10 esemplari).
Debutta la 158
Debutta la 158
1938
In gara la 8C 2900 non ha rivali: suoi sono i primi tre posti alla Mille Miglia del 1938. Le vittorie continuano fino 1939 confondendosi praticamente con quelle ottenute dalla versione 8C 2900 B Corto.
La 158, splendida monoposto progettata da Gioacchino Colombo dal fulgido avvenire, debutta alla Coppa Ciano e conquista le prime due posizioni. L'azienda intanto orienta il proprio core-business verso i motori d’aviazione.
Belle e imbattibili
Belle e imbattibili
1939
La 158 vince alla Coppa Ciano, alla Coppa Acerbo e al Gran Premio di Tripoli. Intanto comincia la produzione della 6C 2500, vettura di gran classe e dall’inconfondibile impronta sportiva. Nella versione più spinta debutta vincendo la corsa di resistenza sulla litoranea Tobruch-Tripoli.
L’attività sportiva risente del clima politico e delle sanzioni: Mussolini vieta ai piloti italiani di correre in Francia e per quest'anno non si effettua la Mille Miglia.
Esce la 15 HP Corsa
Esce la 15 HP Corsa
1912
Al via la carriera della 15 HP Corsa, sviluppata l'anno precedente da Giuseppe Merosi, Con una potenza di 45 CV, è una vettura dalle caratteristiche brillanti derivata dalla 24 HP, a cui sono state apportate delle migliorie.
L'Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale
L'Italia entra nella Seconda Guerra Mondiale
1940
La 158 chiude la sua prima stagione di vittorie con il GP di Tripoli del 1940. Si sospendono le gare: il reparto autonomo Alfa Corse viene soppresso e l'Italia entra nel 2° Conflitto Mondiale.
Anni di guerra
Anni di guerra
1941
Con l'entrata dell'Italia in guerra l'Alfa Romeo si trova coinvolta in numerosissime difficoltà di organizzazione. Le vetture – per sfuggire a bombardamenti e requisizioni – vengono nascoste a Melzo, all’interno di una fattoria.
A proposito della 6C 1750
A proposito della 6C 1750
1942
Così la descrive Pat Braden, segretario dell’Alfa Romeo Owners of America, in un notiziario del 1961: «Ogni volta che vi salgo e metto in moto, la noia della vita di ogni giorno se ne va e tutto diventa fresco e nuovo, ancora una volta».
Tra difficoltà e bombardamenti
Tra difficoltà e bombardamenti
1943
Le forniture diventano sempre più scarse mentre gli stabilimenti subiscono tre attacchi aerei nel 1940, nel 1943 e nel 1944.
Cessano le attività
Cessano le attività
1944
Un bombardamento aereo fa cessare praticamente ogni attività al Portello.
Finisce la Guerra
Finisce la Guerra
1945
Nel 1945 si riprende lentamente il lavoro, con motori marini, motori avio e persino cucine elettriche, moderne e dal design originale. Si riattiva anche la produzione automobilistica.
Una leggenda di nome Alfetta
Una leggenda di nome Alfetta
1946
Lo spirito della competizione si sviluppa con il sentimento di dimenticare la guerra e di ricominciare. Riprende l’attività agonistica con la Gran Premio Tipo 158 Alfetta, progettata già nel ’38.
Farina vince il G.P. delle Nazioni a Ginevra, le 158 partecipano a 4 gare e ne vincono 3. Con la caduta della monarchia cambia il marchio Alfa Romeo: i nodi sabaudi si trasformano in due linee ondulate.
Magnifica Freccia d’oro
Magnifica Freccia d’oro
1947

La prima vettura del dopoguerra è la magnifica Freccia d’oro, un’originale versione della 6C 2500 Sport con coda tronca e arrotondata.
In gara l’Alfa Romeo vince un po’ dappertutto: alla Mille Miglia Biondetti è primo con una 2900, Trossi e Varzi si aggiudicano il primo e secondo posto con la 158-8 cilindri al Gran Premio d’Italia a Milano.
Un'auto che è una bomba
Un'auto che è una bomba
1948
Esce il prototipo della 6C 3000 6 cilindri, progettata da Giuseppe Busso, in grado di erogare, nella versione da gara con tre carburatori doppio corpo e presa d’aria dinamica, ben 168 CV a 6000 giri/min, per una velocità massima di 225 Km/h.
Superba Villa d’Este
Superba Villa d’Este
1949

La versione SS della 6C 2500 Touring, superba e classica, vince il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este, da cui prende il nome.
Nasce la 40/60 HP, una sportiva autentica
Nasce la 40/60 HP, una sportiva autentica
1913
La vettura nasce per soddisfare le aspettative della clientela più sportiva. È un 4 cilindri biblocco in ghisa con testata integrale, ha valvole in testa con due alberi a camme.
In gara è una bomba: alla Parma-Poggio di Berceto è prima di categoria con Franchini e nel biennio 1920/21 vincerà al Mugello con Giuseppe Campari. Famosa è la versione aerodinamica a siluro con carrozzeria Castagna realizzata per il Conte Ricotti.
Farina trionfa nel 1° campionato di F1
Farina trionfa nel 1° campionato di F1
1950
Il 1950 è l’anno della 1900, l’auto di famiglia che vince le corse. Prodotta interamente in catena di montaggio, studiata per venire incontro a una clientela familiare, ma nello stesso tempo sportiva, è la vettura che segna il passaggio verso la produzione di serie.
Ritorno in grande stile nelle corse con una 158 evoluta: l'Alfa Romeo vince il 1° Campionato del Mondo di F.1 con Giuseppe Nino Farina.
Il primo fuoristrada Alfa
Il primo fuoristrada Alfa
1951
Per la stagione di F1 1951 l’Alfa Romeo gareggia con un’evoluzione della 158, la 159, guidata dall’asso argentino Juan Manuel Fangio.
L’Alfa Romeo si aggiudica il secondo titolo Mondiale di F1, poi, a fine stagione, annuncia il ritiro ufficiale per concentrare le risorse sulla produzione. Lo stesso anno si produce la “Matta” un fuoristrada a 4 ruote motrici che adotta il motore della 1900.
Un’auto spaziale: la Disco Volante
Un’auto spaziale: la Disco Volante
1952
Per partecipare alle gare della categoria Sport si realizza un’originalissima versione spider della 1900 dalle forme tondeggianti, appunto la Disco Volante. Questo spider da corsa dalle forme tanto singolari quanto aerodinamicamente efficaci non correrà mai, ma rimarrà allo stadio sperimentale.
Verrà però esposta al Motor Show di New York come rappresentante del design italiano. Intanto, la superiorità della 158 e della 159 è dimostrata: l’Alfa abbandona i Gran Premi.
Le pantere firmate Alfa
Le pantere firmate Alfa
1953
La 1900, grazie alle sue eccezionali doti meccaniche e prestazionali, diventa la vettura ufficiale della Polizia di Stato che, proprio per la sua aggressiva livrea nera, viene soprannominata pantera.
Le Squadre Mobili delle principali Questure italiane adotteranno l’Alfona, così come viene familiarmente chiamata, per garantire un’efficace sicurezza ai cittadini.
Nasce la Giulietta, la fidanzata d’Italia
Nasce la Giulietta, la fidanzata d’Italia
1954
Disegnata da Bertone e presentata al Salone di Torino 1954, la Giulietta Sprint segna la nascita di un mito. Prima vettura con nome proprio, di donna soprattutto, è un concentrato di tecnologia in tutte le versioni: Berlina, T.I., Spider, Sprint Veloce e Spider Veloce, infine Sprint Speciale di Bertone e Sprint Zagato, dalla vocazione corsaiola.
L’Alfa che piace alle donne
L’Alfa che piace alle donne
1955
Sarà per il successo della Giulietta? Sta di fatto che Alfa Romeo piace anche alla clientela femminile: Gina Lollobrigida sceglie una 1900 TI nel rally automobilistico del cinema, mentre la 1900 è utilizzata anche per le Miss ai concorsi di bellezza.
Le Alfa come simbolo di successo
Le Alfa come simbolo di successo
1956
I nuovi modelli sono un vanto dell’industria italiana e rappresentano il made in Italy che piace al mondo.
Ed è subito Alfamania: il desiderio di possedere un’Alfa contagia anche le star di Hollywood e il jet-set internazionale: Tyrone Power collauda una Disco Volante, Rita Hayworth sceglie una 2500, presidente argentino Peron acquista una 3500.
Cuore sportivo
Cuore sportivo
1957
I clienti sportivi corrono con vetture di serie nelle categorie Turismo e nei vari campionati europei. Nel 1957 si contano ben 142 vittorie.
Amante dell'avventura
Amante dell'avventura
1958
L’Alfa Romeo è la preferita anche dalle signore che amano l’avventura: nel 1958 una 1900 guidata da due donne raggiunge il Circolo Polare Artico.
Lo stile Alfa detta legge
Lo stile Alfa detta legge
1959
Nasce una tendenza che si svilupperà in futuro: la collaborazione tra centri studi interni alle case e gli stilisti carrozzieri esterni.
Nel 1959 escono due versioni del fiore all'occhiello del Biscione: la SZ dalla caratteristica forma “a saponetta”, opera di Zagato e la Giulietta Sprint Speciale con una aerodinamica carrozzeria di Bertone.
L’avventura della Grand Prix
L’avventura della Grand Prix
1914
Per affermare il marchio Alfa nelle corse e presso il grande pubblico, Merosi realizza l’Alfa Grand Prix. Monta un motore davvero innovativo, a 4 cilindri, 4,5 litri, con doppia accensione (Twin Spark).
Con Campari domina il G.P. Gentlemen di Brescia del 1921 dall’11° al 24° giro. Fino a quando il pilota è costretto a ritirarsi vicino al traguardo per la perdita d’acqua dal radiatore.
Comincia la produzione su larga scala
Comincia la produzione su larga scala
1960
Nel 1960 inizia la costruzione dello stabilimento di Arese, che entrerà in funzione nel 1963. La prima vettura prodotta sarà la Giulia, venduta in oltre un milione di esemplari nelle diverse versioni.
E siamo a quota 100.001!
E siamo a quota 100.001!
1961
Nel febbraio del 1961 la produzione della 100.001 Giulietta viene festeggiata con la classica bottiglia di champagne. Madrina della cerimonia al Portello un'omonima altrettanto celebre: l’attrice Giulietta Masina.
Nasce la Giulia, disegnata dal vento
Nasce la Giulia, disegnata dal vento
1962
Erede della Giulietta, la Giulia è una berlina a tre volumi con un’inedita linea a coda tronca. È la prima ad adottare una scocca a struttura differenziata e a essere equipaggiata con un cambio a 5 marce.
Le versioni sportive più famose sono la TZ e TZ2 e la GTA con le sue evoluzioni. La sua gamma si sviluppa con la coupé (Giulia Sprint GT) e con la celebre spider (1600 Spider Duetto). Lo stesso anno viene presentata al Salone di Ginevra la 2600: signorile ed elegante, nella versione berlina ospita con ogni comfort 6 persone.
Nasce l’Autodelta di Carlo Chiti
Nasce l’Autodelta di Carlo Chiti
1963
L’Autodelta diretta da Carlo Chiti e il reparto corse dell’Alfa ritornano a dar vita alla tradizione Alfa Romeo nel mondo delle corse.
Autodelta , società legata al nome del geniale ingegnere toscano Carlo Chiti , che dal 1963 al 1984 ha contribuito ad affermare l' immagine sportiva e vincente dell' Alfa Romeo.Tutto inizia nel 1963 quando Carlo Chiti fonda a Udine l' Autodelta società che elabora vetture sportive.
L’Alfa-passione dilaga nel mondo
L’Alfa-passione dilaga nel mondo
1964
La passione per l’Alfa Romeo fa nascere l’Owners Club Inglese e USA, a cui aderiscono gli amanti del marchio che possiedono una vettura Alfa Romeo, moderna o d’epoca.
Comincia l'avventura agonistica della Giulia: Andrea De Adamich esordisce a bordo di una Giulia TI Super del Jolly Club.
Una vittoria al giorno con la macchina di tutti i giorni
Una vittoria al giorno con la macchina di tutti i giorni
1965

La Giulia Sprint GTA, Gran Turismo Alleggerita, è una vettura da corsa creata dall’Autodelta per la categoria Turismo, con carrozzeria alleggerita da pannellature in alluminio rivettate e motore 1600 con una nuova testata a doppia accensione. Con la GTA riparte alla grande la stagione di vittorie del Biscione.
Lo stesso anno viene presentata al Salone di Francoforte la versione 2600 SZ (Sprint Zagato) con miglioramenti nella qualità dei materiali, nel numero degli accessori e delle finiture.
Nasce il mito della Duetto
Nasce il mito della Duetto
1966

L’Alfa Romeo come simbolo di successo raggiunge l’apice con la 1600 Spider Duetto.
Chiamata anche Osso di seppia e prodotta per 26 anni, detiene anche il primato di longevità. Il film Il laureato di Mike Nichols con Dustin Hoffman la rende famosa anche negli USA.
Negli USA la Duetto è venduta anche con il nome di Graduate. Continua intanto il succeso in gara della GTA che si aggiudica il Challenge europeo.
L’Alfa debutta nelle vetture Sport
L’Alfa debutta nelle vetture Sport
1967
Un'annata d’oro: il successo della Giulia ha creato un clima di ottimismo, si sta lavorando con intensità a quella che diventerà l’Alfetta, mentre assistiamo al debutto vincente della Tipo 33/2 litri (corsa in salita di Fléron, in Belgio). La GTA con Andrea De Adamich è ancora campione d’Europa.
Le GTA vincono anche in Belgio a Zolder, al Tourist Trophy inglese, a Budapest e alla 6 ore del Nurburgring.
Si torna alle grandi berline
Si torna alle grandi berline
1968
L’Alfa Romeo entra nel mondo del mondiale marche: le 33/2 litri concludono in parata la 24 ore di Daytona e vincono nella classe 2 litri a Nurburgring e a Imola. Si torna intanto alla produzione delle grandi berline: la 1750 affianca la Giulia in attesa dell’Alfetta.
Debutta la 33/3 litri
Debutta la 33/3 litri
1969
Il modello varia dalla precedente 33/2 litri principalmente nel telaio per la sua lamiera scatolata di Avional con elementi in titanio. Il nuovo motore eroga una potenza di 400 CV a 9000 giri/min. con cambio a 6 marce e ruote di 15”.
Nello stesso anno la vettura è prima a Zeltweg e a Enna, mentre la 33/2 litri conquista 14 primi posti assoluti e 13 vittorie di classe.
Un nuovo nome, un nuovo stemma
Un nuovo nome, un nuovo stemma
1915
Nel 1915, dopo l’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale, l’ALFA viene rilevata dall’industriale napoletano Nicola Romeo che modifica la filosofia produttiva orientandola in senso bellico.
Dal cognome dell’imprenditore nasce il nuovo nome dell’ALFA e un nuovo stemma Alfa-Romeo Milano. L’avventura delle corse subisce una battuta di arresto.
La nuova sportiva di classe
La nuova sportiva di classe
1970
Disegnata da Bertone, la Montreal segna il ritorno del propulsore a 8 cilindri sulle vetture stradali, ha prestazioni da competizione e caratteristiche tecniche e motoristiche adatte per la vita di tutti i giorni.
Continua intanto la stagione dei successi in gara: la 33/3 litri (2998 cm3 di cilindrata) con De Adamich è prima nella 1000 Km di Zeltweg, mentre la nuova GT Am 2 litri fa il suo esordio vincente in gara.
Nasce l'Alfasud
Nasce l'Alfasud
1971
Costruita nel nuovo stabilimento di Pomigliano D’Arco (Napoli), l’Alfasud è concepita come una compatta di categoria superiore per chi desidera guidare una vera Alfa Romeo.
Progettata da Rudolph Hruska con lo stile ideato da Giorgetto Giugiaro, è dotata di un motore boxer a 4 cilindri collocato a sbalzo, con la trazione anteriore e una innovativa carrozzeria a due volumi di grande abitabilità.
È l’anno dell’Alfetta
È l’anno dell’Alfetta
1972
Presentata vicino all’Alfetta 159 campione del mondo di F.1 - da cui riprende il nome perché adotta uno schema di sospensioni posteriori simile, il cosiddetto ponte “De Dion” - l’Alfetta è una berlina con un’impostazione raffinata e complessa, con motore anteriore e cambio al posteriore (schema transaxle) per un’ottimale distribuzione dei pesi.
Le sue soluzioni meccaniche diventano un punto di riferimento per la concorrenza.
Esce la versione Alfasud TI
Esce la versione Alfasud TI
1973
L'Alfasud TI (turismo internazionale) è una berlina a 2 porte dal carattere spiccatamente sportivo, con frontale a quattro fari, spoiler e cambio sportivo a 5 marce.
Successivamente l’Alfasud TI sarà protagonista dei fortunati campionati monomarca Trofeo Alfasud, disputati con vetture elaborate attraverso un kit preparato dall’Autodelta.
Il virus Alfa Romeo
Il virus Alfa Romeo
1974
Hruska assume la direzione delle progettazioni del Gruppo Alfa Romeo, sostituendo il grande Orazio Satta. Di quest'ultimo ricordiamo le parole, da un'intervista del 1970: «L'Alfa Romeo non è una semplice fabbrica di automobili... È una specie di malattia, l'entusiasmo per un mezzo di trasporto.
È un modo di vivere, un modo tutto particolare di concepire un veicolo a motore... Si tratta di sensazioni, di passione, tutte cose che hanno a che fare più col cuore che con il cervello».
1° nel Campionato Mondiale Marche
1° nel Campionato Mondiale Marche
1975
L’Alfa Romeo vince il titolo mondiale Marche con la poderosa 33 TT 12. Questa sport prototipo è equipaggiata con un motore boxer a 12 cilindri da 500 cv di potenza, collocato in un telaio tubolare (da qui la denominazione TT).
Le affermazioni della vettura: 1000 Km di Monza, Nürburgring, 100 Km di Zeltweg, 6 ore di Watkins Glen, Coppa Florio.
Al via il Trofeo Alfasud
Al via il Trofeo Alfasud
1976
Pensato per promuovere l’immagine sportiva dell’Alfasud, il campionato monomarca ha il merito di avvicinare molti promettenti piloti al mondo delle corse, inizialmente in Italia e Austria, in seguito in tutta Europa.
In questi anni l’Alfa partecipa anche a una quantità di film d’azione con le Giulia della Polizia impegnate in inseguimenti e caroselli.
Campione del mondo Marche
Campione del mondo Marche
1977

Una stagione davvero magica per Alfa e Autodelta. L’Alfa 33 SC 12, con motore boxer ma telaio scatolato (da qui la sigla SC), partecipa a otto gare di campionato vincendole tutte ed è per la seconda volta campione del mondo Marche.
Un grande anno sportivo
Un grande anno sportivo
1978
È la migliore stagione di F1 per la combinazione Brabham-Alfa Romeo con Lauda e Watson. Intanto il nuovo direttore dell'Alfa Ettore Massacesi dà il via a una nuova ristrutturazione aziendale per meglio inserirla nelle nuove congiunture economiche e di mercato.
Alfa Romeo star del cinema. Una Giulietta protagonista con Giancarlo Giannini e Goldie Hawn del film Viaggio con Anita. Regia di Mario Monicelli.
La prima Turbo Diesel italiana
La prima Turbo Diesel italiana
1979
Nel settore della produzione di serie prosegue la creazione di nuovi modelli e nuovi motori con l’Alfetta 2000 TD, la prima vettura italiana Turbo Diesel e l’ammiraglia Alfa 6 che monta un nuovissimo motore a 6 cilindri a V di 2500 cc.
Che, nel corso degli anni successivi, diventerà il portabandiera della tecnologia motoristica del Biscione.
Si interrompe la produzione di automobili
Si interrompe la produzione di automobili
1916
La costruzione di automobili viene interrotta e viene sostituita con munizioni e materiale bellico vario per l’esercito impegnato al fronte, motori per aeroplani e motocompressori.
Al via il progetto ARNA
Al via il progetto ARNA
1980
Per saturare lo stabilimento di Pomigliano d’Arco si decide di mettere in produzione un nuovo modello che si inserisca nella fascia di mercato al di sotto dell’Alfasud. Per abbattere i costi, i gruppi dell’Alfasud saranno montati su una scocca prodotta da un’altra casa.
L’intesa è trovata con la Nissan dando così vita all’ARNA (Alfa Romeo Nissan Autoveicoli). La vettura, battezzata anch’essa Arna, viene presentata al Salone di Francoforte 1983.
L’Alfetta adotta il V6
L’Alfetta adotta il V6
1981
Al top della gamma Alfa Romeo si colloca la GTV 6 2.5, la versione coupé dell’Alfetta, equipaggiata col motore a 6 cilindri a V di 2,5 litri: la vettura è considerata una supercar, vincente anche nelle competizioni della categoria turismo e venduta, con successo, anche sul mercato USA.
Nasce la Scuderia del Portello
Nasce la Scuderia del Portello
1982
La moda delle vetture storiche prende sempre più piede: nasce la Scuderia del Portello con l’adesione di una schiera di appassionati proprietari di Alfa DOC, pronti a difendere in pista il glorioso passato agonistico Alfa Romeo. Il nome deriva dalla sede originaria dell’Alfa Romeo a Milano.
Alfa 33, la nuova media
Alfa 33, la nuova media
1983
Erede dell’Alfasud, l’Alfa 33 si distingue per un’inconsueta e moderna linea a due volumi spezzata disegnata dal Centro Stile Alfa Romeo. In grado di accontentare un range molto ampio di clientela, la vettura è una delle più longeve e fortunate.
Il successo dell'Alfa 33
Il successo dell'Alfa 33
1984
Sulla falsariga delle berline sportive viene presentata la versione Alfa 33 1.5 Quadrifoglio Verde dotata di accensione elettronica e capace di toccare i 185 Km/h. Altra importante novità di quest'anno è la carrozzeria Giardinetta, disegnata da Pininfarina e realizzata sul pianale della 33 1.5 4X4.
La capacità di carico è migliorata e subito la versione incontra il gusto del pubblico per la sua praticità ed esclusività.
Alfa 75, per festeggiare 75 anni
Alfa 75, per festeggiare 75 anni
1985
Presentata nel maggio dell’85, l’Alfa 75 è l’ultimo modello a trazione posteriore. Il suo stile originale, unito alle elevate prestazioni, segna un grande successo commerciale. Le versioni della 75 continuano fino al 1992 in un crescendo di evoluzioni estetiche e tecniche.
Nasce il Centro Stile di Arese
Nasce il Centro Stile di Arese
1986
La Finmeccanica cede l'Alfa Romeo al gruppo FIAT che la concentra insieme a Lancia in un nuovo raggruppamento denominato Alfa Lancia S.p.A., divenuto operativo nel 1987. Questo stesso anno il Centro Stile viene spostato nel complesso industriale di Arese, direttore Walter de' Silva.
Dai progetti dei designer di Arese usciranno la 145, prototipi quali Proteo e Nuvola, la 156, la 147 e la stessa MiTo.
Viene presentata la 164
Viene presentata la 164
1987
L’Alfa 164 è la prima vettura nata dopo la cessione dell’Alfa Romeo al Gruppo Fiat. Questa berlina top di gamma viene però interamente sviluppata autonomamente dall’Alfa Romeo prima della cessione societaria.
A trazione anteriore, si distingue per un design raffinato che le conferisce un aspetto autorevole e potente. Ha successo anche negli USA, per il cui mercato si sviluppano apposite versioni.
Le novità dell'Alfa 33
Le novità dell'Alfa 33
1988
L’Alfa 33 viene nuovamente aggiornata: i ritocchi alla carrozzeria sono lievi, ma la Giardinetta è ora denominata Sport Wagon ed è disponibile nelle nuove versioni 1.3 Sport Wagon S e 1.7 Sport Wagon Quadrifoglio Verde.
Nuova è l'adozione dell’iniezione elettronica Bosch LE-Jetronic su alcune versioni 1.7 (107 CV e 102 CV per la catalizzata).
Le speciali 33
Le speciali 33
1989
Fra il 1989 e il 1990 vengono lanciate alcune versioni speciali della Alfa 33: 1.3 S Blue Line, 1.3 S Red, 1.3 S Italia ’90, 1.5 TI S, 1.7 Veloce e 1.7 Veloce Sport Wagon.
Cosa significa la parola Alfa?
Cosa significa la parola Alfa?
1917
Da una rivista di quegli anni:
ALFA: la parola è tutto un programma, o, per meglio dire, la chiara spiegazione di un programma. Designa la prima lettera dell’alfabeto, è il simbolo del punto di partenza, di ciò che comincia, di una nuova vita che si sviluppa...
Nuove versioni dell'Alfa 75
Nuove versioni dell'Alfa 75
1990
Al Salone di Torino del 1990 viene presentata la Alfa 75 1.8 Turbo Quadrifoglio Verde e la 2.0 Twin Spark, entrambe con Allestimento Sportivo Numerato (ASN). A partire dal gennaio 1990 viene commercializzata la nuova gamma 33 che comprende inizialmente 7 versioni di cui sei con motore boxer a benzina e una turbodiesel.
Le pantere Alfa Romeo
Le pantere Alfa Romeo
1991
La polizia per le sue celebri pantere continua a preferire le Alfa Romeo.
È da mezzo secolo, ormai, che la Polizia Italiana combatte il crimine affidandosi ai potenti motori Alfa Romeo. Le insegne e i lampeggianti blu dei tutori dell’ordine, infatti, hanno equipaggiato molti modelli della Casa del Portello e di Arese.
Fu l’Alfa Romeo 1900 T.I., agli inizi degli anni Cinquanta, ad aprire la strada al binomio Polizia – Alfa Romeo e a garantire, con i suoi 100 cavalli, potenza e sicurezza al servizio dei cittadini; ma non si trattava solo di berline: il reparto Celere, infatti, sfrecciava negli stessi anni a bordo dei rossi fuoristrada Alfa Romeo A.R. 51 (Matta) , mentre il marchio col Biscione siglava anche i motori dei velocissimi natanti della Polizia Marittima.
Dopo questi inizi e dopo risultati in materia di affidabilità, velocità e sicurezza, possiamo sostenere non esserci stato un modello Alfa Romeo che (in livrea o “civetta”) non sia stato messo al servizio della Polizia Italia.
Alfa 155: più fortunata nelle corse
Alfa 155: più fortunata nelle corse
1992
Al salone di Ginevra viene presentata la 155. L’impostazione meccanica è nuova con sportività e le prestazioni tipiche Alfa Romeo. Con l’Alfa 155 nelle versioni sportive 155 GTA e 155 V6 TI l’albo d’oro di Alfa Romeo si allunga ulteriormente.
Alfa 155 GTA, guidata la Nicola Larini, conquista il titolo italiano Superturismo.
Primi al DTM tedesco
Primi al DTM tedesco
1993
Con la versione TI V6 Alfa 155 conquista numerosi successi e si aggiudica con Nicola Larini il prestigioso Campionato Tedesco di Velocità Turismo DTM. Per undici volte segna il giro più veloce.
La carriera agonistica della 155
La carriera agonistica della 155
1994
L'Alfa 155 TS si aggiudica il Campionato Inglese a Silverstone (BTCC) con Gabriele Tarquini e con Luis Villamil è prima nel CET (Campeonato Espanolo de Turismo).
Nasce la nuova formula 145
Nasce la nuova formula 145
1995
Erede della fortunata 33, la 145 è la prima Alfa Romeo di serie nata al Centro Stile diretto da Walter de’ Silva. Con la 145 si inaugura una nuova formula architettonica, a due volumi e a tre porte ma che non rinuncia ai canoni classici. La 146 è la sua cugina a 5 porte.
Alfa GTV Spider
Alfa GTV Spider
1996
Presentate al Salone di Ginevra 1994, le due vetture fanno parte di un progetto sviluppato su due versanti paralleli e differenziati, finalizzati a realizzare due modelli distinti: un coupé (GTV) e una vettura scoperta (Spider). L’Alfa GTV sfoggia un’eleganza aggressiva, all’altezza delle migliori tradizioni del Marchio.
Nella Spider sono evidenti alcuni richiami al passato, come la coda spiovente.
Il rilancio Alfa Romeo
Il rilancio Alfa Romeo
1997

La 156 inaugura l’inizio di un nuovo percorso del Biscione. Alla base della vettura, un design rivoluzionario e prestazioni esaltanti, ma soprattutto un nuovo modo di pensare e progettare l’automobile.
Tra le innovazioni tecniche ricordiamo il sistema Common-Rail sui motori diesel e il cambio sequenziale Selespeed ereditato dal mondo delle corse.
La 156 è auto dell’anno
La 156 è auto dell’anno
1998
Il successo della 156 è dimostrato sia nei volumi di vendita, sia nel riconoscimento come auto dell’anno, sia infine nel successo in gara. A partire dalla stagione 1998 la 156 con il Team Nordauto debutta in pista.
Dal suo esordio è un susseguirsi di vittorie: nel 1998 e nel 1999 Fabrizio Giovanardi vince il Campionato Italiano Superturismo.
Il 1998 regala anche l’Alfa 166, la nuova ammiraglia Alfa Romeo che sostituisce l’Alfa 164.
Nasce la wagon sportiva
Nasce la wagon sportiva
1999
Dalla 156 berlina eredita tecnica e motorizzazioni, mentre nel design è diversa e innovativa, e unisce sensazioni di sportiva pura con la versatilità di una wagon. La 156 sportwagon è un’auto completa e ideale per ogni tipo di esigenza, perché potente, sicura e confortevole.
Finisce la produzione bellica
Finisce la produzione bellica
1918
Al termine del Primo Conflitto Mondiale, la “Società Anonima Nicola Romeo” assume il controllo delle Costruzioni Meccaniche di Saronno per l’allestimento di locomotori.
Il 2000 si inaugura con 147
Il 2000 si inaugura con 147
2000
Alfa Romeo saluta il nuovo millennio con Alfa 147, che subito si aggiudica il premio tedesco del Volante d’oro. Alla base della vettura, sportività, bellezza e, come per Alfa 156, dettagli di stile che richiamano al passato, come il grafismo a V del cofano ereditato dalla 6C 2500 Villa d’Este.
Il team Nordauto con Giovanardi alla guida della 156 vince l'Euro STC con 5 vittorie, 2 pole position, 3 giri veloci e 7 podi.
Alfa 147 è auto dell’anno
Alfa 147 è auto dell’anno
2001
Alfa 147 riceve il premio prestigioso di auto dell’anno. Il 2001 è un anno positivo anche per l’Alfa Romeo in gara, che si aggiudica la classifica costruttori al FIA European Touring Car Championship.
Continua il mito delle scoperte
Continua il mito delle scoperte
2006
Alfa Spider è il risultato più affascinante della nuova generazione Alfa Romeo. Elaborata dal Centro Stile con Giugiaro e Pininfarina, è un’auto tutta da vivere, ma anche potenza pura da guidare in grande controllo. Il ritorno di una leggenda.
Rinasce il mito di GTA
Rinasce il mito di GTA
2002
Con Alfa 156 GTA e di Alfa Sportwagon GTA si rivive, dopo 36 anni, il mito della sportività pura GTA. Il tutto riletto in chiave moderna: con dettagli di stile unici, dotazioni ad alto livello, un motore esaltante per un’auto potente ed emozionante.
Il mito 8C torna alla ribalta
Il mito 8C torna alla ribalta
2007
Il mito delle storiche 8 cilindri scende in strada in edizione limitata con Alfa 8C. Tradizione sportiva, passione italiana, ricerca tecnica: i valori che hanno fatto di Alfa una leggenda trovano la loro perfetta sintesi in questa straordinaria vettura elaborata dal Centro Stile di Arese.
Alfa GT: sportività ed eleganza
Alfa GT: sportività ed eleganza
2003
Una sorprendente coupé-berlina, disegnata da Bertone con il Centro Stile di Arese. Alfa GT unisce tradizione sportiva, propulsori potenti con eleganza delle forme e tanto comfort in più.
Nasce MiTo: la compatta sportiva
Nasce MiTo: la compatta sportiva
2008
Disegnata a Milano, realizzata a Torino, MiTo è la nuova sportiva di razza che Alfa Romeo dedica agli alfisti. Design irresistibile, contenuti tecnologici sempre più ricchi, prestazioni al massimo della categoria abbinate a consumi ed emissioni ridotti al minimo. Con in più il piacere di guida da sempre nel DNA dell’Alfa Romeo.
Alfa Crosswagon Q4
Alfa Crosswagon Q4
2004

Al 74° Salone Internazionale di Ginevra viene presentata in anteprima mondiale la Alfa Crosswagon Q4. Quattro ruote motrici e un potente motore 1.9 JTD 16V M-JET da 150 CV segnano il ritorno della Casa milanese nel mondo delle vetture multistrada.
Rinasce la leggendaria Giulietta
Rinasce la leggendaria Giulietta
2010

Lo stile, il design e la tecnologia del futuro si sposano ai valori eterni del Biscione. Ecco Giulietta, l’ultima nata in casa Alfa. Splendida nelle forme, sotto il cofano un capolavoro di potenza e perfezione. Ma soprattutto con l’anima e la passione che hanno fatto grande il nome di Alfa Romeo nel mondo.
Debuttano Alfa 159 e Alfa Brera
Debuttano Alfa 159 e Alfa Brera
2005

È l’anno di Alfa 159, un’auto davvero senza compromessi. Abbina sicurezza e prestazioni al top del segmento, grande abitabilità e una linea affascinante e sportiva. Il 2005 vede anche la nascita della straordinaria Alfa Brera.
Forte e compatta, padrona della strada, ricca di citazioni classiche nel design, la vettura diventa il nuovo punto di riferimento nel mondo dei coupé.









